AI Act: cosa fare per essere a norma con i tuoi agenti
La checklist pratica per configurare i tuoi agenti nel rispetto della normativa, senza sorprese.
Scritto da Product
Ultimo aggiornamento 13 giorni fa
Dal 2 agosto 2026 è pienamente operativo l'art. 50 del Regolamento UE 2024/1689 (AI Act): chi parla con un tuo agente deve capire fin da subito che sta parlando con un'AI. Non è un dettaglio da gestire "se capita" — va scritto nell'agente fin dall'inizio. Ecco come restare a norma senza pensarci ogni volta.
La regola di base: dichiaralo, non aspettare la domanda
L'obbligo non si esaurisce nel rispondere onestamente se il contatto chiede "sei un'AI?". Va oltre: la persona deve capirlo già dalle prime battute della conversazione, a meno che non sia già evidente dal contesto (es. un widget chat che si presenta chiaramente come bot).
In pratica, significa costruire l'apertura dell'agente in modo che la natura artificiale emerga naturalmente — nel saluto, nel modo in cui si presenta — senza bisogno che il contatto lo chieda.
Come scriverlo nel prompt
Mettilo nell'apertura, non solo nelle obiezioni. Non basta preparare una risposta pronta per quando te lo chiedono: la dichiarazione va integrata nel saluto iniziale o nelle primissime battute.
Non serve che suoni legalistico. Una riga naturale ("Sono l'assistente virtuale di [azienda], la chiamo per...") basta e si integra meglio nello script di quanto sembri.
Se te lo chiedono comunque, conferma sempre. Nessuna eccezione: se un contatto chiede esplicitamente "sei un'AI/un bot?", l'agente deve rispondere di sì.
Posso nasconderlo?
Per timore di reazioni negative qualcuno ci ha chiesto di non dichiararlo. Qui la linea è chiara: questa richiesta non possiamo assolutamente assecondarla.
Registrazione delle chiamate
Vale la stessa logica della disclosure AI: se l'agente registra la conversazione, il contatto deve saperlo fin dall'inizio, prima che la registrazione inizi — non scoprirlo a cose fatte o doverlo chiedere lui. Va detto in apertura, insieme (o subito dopo) alla presentazione come AI.
Passaggio a un operatore umano
Non serve trasferire la chiamata sul momento ogni volta che il contatto chiede di parlare con una persona. È sufficiente che l'agente raccolga i dati necessari e apra un ticket per farlo richiamare da un collega — a patto che quel canale umano esista davvero e la richiesta venga effettivamente gestita, non solo promessa a voce dall'agente.
Le sanzioni
Non è una formalità da rimandare: le violazioni degli obblighi di trasparenza dell'art. 50 possono costare fino al 3% del fatturato mondiale annuo dell'azienda oppure 15 milioni di euro, a seconda di quale importo sia più alto.
Checklist veloce
Il punto di partenza cambia a seconda del tipo di agente:
Outbound: la dichiarazione va messa nell'apertura della chiamata, prima ancora di spiegare il motivo per cui si chiama
Inbound: va inserita nel saluto con cui l'agente risponde, appena il contatto si connette
L'agente si presenta come AI/assistente virtuale già nelle prime battute, non solo su richiesta
Se richiesto esplicitamente, l'agente conferma sempre di essere un'AI
Se l'agente registra la chiamata, lo dichiara in apertura, prima che la registrazione inizi
Nessuna istruzione nel prompt che dice all'agente di negare la propria natura
Esiste un canale reale per il passaggio a un umano quando richiesto